domenica 31 maggio 2026

E così per non morire. La nuova indagine della profiler Gaia Virgili di Paolo Roversi (SEM)

 Paolo Roversi costruisce un perfetto congegno narrativo attingendo a una delle leggende più oscure della nera milanese: il mistero del serial killer che avrebbe terrorizzato il capoluogo lombardo, colpendo donne vulnerabili e invisibili, vittime di una violenza di genere che attraversa i decenni. Realtà e finzione si mischiano in una trama serrata, dove il passato diventa materia viva. Perché certi mostri non scompaiono mai. Cambiano volto, aspettano, e poi tornano.


Una scia di sangue attraversa Milano e il tempo, unendo epoche lontane in un unico enigma irrisolto. Febbraio 2020: mentre il mondo inizia a chiudersi sotto la minaccia di un virus sconosciuto, quattro donne vengono uccise nel giro di poche settimane. Delitti feroci, brutali, all’apparenza senza movente, che non fanno notizia perché le prime pagine sono occupate dall’emergenza sanitaria globale. Ma qualcuno, tra le pieghe di quei casi, riconosce un’ombra antica. A Milano torna Gaia Virgili, profiler tra le migliori d’Europa, ora in forza all’Europol. Richiamata dal suo mentore Renato Bernardi, direttore dell’UACV, si trova davanti a un enigma che affonda le radici nel passato. Gli omicidi, infatti, sembrano ricalcare con inquietante precisione una sequenza di delitti insoluti avvenuti tra gli anni Sessanta e i Settanta. Un mistero rimasto sospeso per decenni nella scighera. C’è chi ha azzardato ipotesi oscure parlando del “Mostro di Milano”. E ora qualcuno sembra volerlo riportare in vita. Caparbia, lucida, addestrata a leggere la mente dei criminali, Gaia si muove in una città svuotata dal lockdown, dove il silenzio amplifica l’ossessione e alimenta la paura. L’indagine diventa un viaggio doppio: nello spazio, tra le strade deserte della Milano contemporanea, e nel tempo, nelle notti febbrili del Boom e degli anni di piombo, tra donne sole ai margini della metropoli, poliziotti stanchi e cronisti stropicciati. Due città che si sovrappongono, due epoche che dialogano, unite da una ferocia che non ha mai smesso di pulsare





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