martedì 21 luglio 2026

La Metamorfosi Algoritmica del Delitto: L’Intelligenza Artificiale tra Strumento Criminale e Baluardo Investigativo di Antonio Russo e Stefano Donno

 L’evoluzione tecnologica ha storicamente ridefinito non soltanto le modalità di interazione umana e i paradigmi economici, ma anche la sintassi stessa del crimine. L’ingresso pervasivo dei sistemi di Intelligenza Artificiale Generativa (GenAI) e di algoritmi predittivi nel tessuto socio-digitale sta delineando un mutamento ontologico del fenomeno criminoso. Non assistiamo semplicemente alla nascita di nuove tipologie di reato, bensì alla trasformazione qualitativa e quantitativa dei delitti tradizionali, attraverso un processo di automazione, personalizzazione ed efficienza su scala industriale.

In veste di ricercatori indipendenti della criminologia e dei fenomeni di devianza nell’era digitale, risulta oggi imprescindibile analizzare la duplice natura dell’IA: da un lato armata dalle consorterie criminali per ottimizzare l'offesa, dall'altro impiegata dalle forze dell’ordine e dagli organi investigativi come imprescindibile baluardo di prevenzione e contrasto.

Part I: L’IA come Vettore di Offesa Criminale

L'aspetto più insidioso dell'Intelligenza Artificiale al servizio del crimine (spesso distribuita e ingegnerizzata nei mercati del Dark Web attraverso modelli "unrestricted" o modificati) risiede nella drammatica riduzione delle barriere d'ingresso tecniche e nella scalabilità illimitata degli attacchi.

┌────────────────────────────────────────────────────────┐
│              EVOLUZIONE DEL CYBERCRIME                 │
├──────────────────────────┬─────────────────────────────┤
│     MODELLO TRADIZIONALE │ MODELLO POTENZIATO DA IA    │
├──────────────────────────┼─────────────────────────────┤
│ • Attacchi generici      │ • Spear Phishing iper-mirato │
│ • Errori sintattici/testo│ • Sintassi e tono perfetti  │
│ • Richiede skills elevate│ • Malware auto-generante    │
│ • Truffe prevalentemente │ • Deepfake Audio/Video      │
│   testuali               │   in tempo reale            │
└──────────────────────────┴─────────────────────────────┘

1. Phishing di Precisione e Social Engineering Su Scala

Il classico phishing "a strascico", caratterizzato da e-mail sgrammaticate e comunicazioni generiche, appartiene ormai al passato. Gli algoritmi di Natural Language Processing (NLP) consentono di processare istantaneamente moli immense di dati di Open Source Intelligence (OSINT) correlate a una specifica vittima (abitudini, relazioni, linguaggio sui social media).

  • Il risultato è uno Spear Phishing iper-personalizzato, privo di errori grammaticali o sintattici, capace di replicare lo stile comunicativo di colleghi, superiori o istituzioni bancarie con un grado di persuasione psicologica senza precedenti.

2. Deepfake, Identity Theft e Audio Spoofing

L’impiego di modelli di sintesi vocale (Audio Cloning) e di generazione visiva in tempo reale ha elevato il furto di identità e le frodi d'inganno a livelli di pericolosità critici.

  • CEO Fraud & Vishing: Basso tempo di campionamento audio (bastano pochi secondi di parlato estratti da un video pubblico) consente di clonare la voce di un dirigente o di un familiare per autorizzare trasferimenti di denaro in urgenza o estorcere somme.

  • Aggiramento dei Sistemi Biometrici: I deepfake avanzati vengono utilizzati per superare le verificated i credenziali basate sul riconoscimento facciale (Liveness Detection) adottate da istituti finanziari e piattaforme di credito.

3. Automazione del Malware ed Evasione della Difesa

L'IA non viene sfruttata soltanto per manipolare la mente dell'utente (social engineering), ma anche per aggirare i controlli tecnici dei sistemi informatici.

  • I criminali informatici utilizzano l'IA per generare malware polimorfico, in grado di modificare autonomamente la propria struttura di codice ad ogni infezione pur mantenendo inalterata la funzione malevola, rendendosi invisibile ai tradizionali antivirus basati su firma.

  • Botnet e OTP Interception: Gli strumenti automatizzati gestiscono in autonomia intere campagne di attacco, intercettando codici di verifica (OTP) tramite ingegneria sociale gestita da risponditori vocali IA.

Part II: L’IA come Strumento Investigativo e di Prevenzione

Se la minaccia evolve con ritmo esponenziale, la risposta dello Stato e delle Forze di Polizia impone un’analoga metamorfosi tecnologica. L'Intelligenza Artificiale non è più solo un oggetto di indagine, ma costituisce ormai il cuore pulsante dell'attività investigativa moderna.

1. Predictive Policing e Analisi delle Spie Criminogene

Le metodologie investigative si basano su modelli di Polizia Predittiva e analisi criminologica basata sui Big Data.

  • Analizzando serie storiche di reati, variabili socio-economiche, temporalità e pattern geografici, i software di IA identificano le aree urbane a maggior rischio di criminalità predatoria o da strada in determinate fasce orarie.

  • Ciò consente una dislocazione strategica delle pattuglie sul territorio, trasformando l'intervento da puramente reattivo a proattivo.

2. Video Analisi Forense e Riconoscimento di Pattern

Nelle indagini di Polizia Giudiziaria, la mole di ore di girato proveniente da telecamere di videosorveglianza pubbliche e private è spaventosa.

  • Gli algoritmi di Computer Vision permettono di effettuare ricerche semantiche e biometriche istantanee all'interno di migliaia di ore di video (es. "trova veicolo di colore rosso che transita tra le 02:00 e le 03:00 con targa parzialmente leggibile" oppure individuare percorsi di fuga e dinamiche di aggressione).

3. OSINT, Financial Intelligence e Contrasto alle Mafie

Nell'ambito del contrasto alla criminalità organizzata transnazionale e al riciclaggio di proventi illeciti, l'IA consente il tracciamento di flussi finanziari complessi.

  • Tracciamento Crypto: Reti neurali avanzate analizzano i registri blockchain per de-anonimizzare transazioni sospette, collegando portafogli di criptovalute ad attività delittuose del Dark Web.

  • Analisi Semantica delle Intercettazioni: Piattaforme di IA assistono gli investigatori nell'ascolto, nella trascrizione automatica e nella traduzione da dialetti o lingue rare, evidenziando parole chiave, collegamenti tra indagati e reti associative latenti.

Part III: Il Dilemma Etico e Giuridico

L’adozione dell’IA nel contrasto al crimine pone inevitabilmente rilevanti questioni etiche, deontologiche e di tutela dei diritti fondamentali.

Il principio del Giusto Processo e dell’EU AI Act: L'impiego dell'IA da parte delle forze dell'ordine deve bilanciare l'efficienza investigativa con la garanzia della privacy e la prevenzione dei bias algoritmici (distorsioni discriminatorie nei modelli predittivi). Il quadro normativo europeo (EU AI Act) definisce infatti ad alto rischio l'impiego dell'IA nell'amministrazione della giustizia e nell'attività di polizia, imponendo rigidi requisiti di trasparenza, tracciabilità e supervisione umana (Human-in-the-loop).


Ci troviamo dinanzi a una vera e propria "corsa agli armamenti" algoritmica. La figura del criminologo moderno non può prescindere da una profonda comprensione dei meccanismi tecnologici e informatici che governano le condotte devianti.

Per contrastare efficacemente la devianza nell'era dell'Intelligenza Artificiale, la sola risposta sanzionatoria non è sufficiente. Occorre un cambio di paradigma fondato su tre pilastri:

  1. Formazione specialistica continua per gli operatori della sicurezza e della giustizia.

  2. Cooperazione internazionale rafforzata per superare la natura a-territoriale del cybercrime.

  3. Cultura della prevenzione e dell'igiene digitale- destinate alla cittadinanza, affinché l'anello debole della catena — la vulnerabilità umana — non continui a costituire la porta d'accesso privilegiata per il delitto algoritmico.






I delitti della casa degli orologi di Yukito Ayatsuji (Einaudi)

 Dopo I delitti della Casa decagonale, un nuovo romanzo dal maestro del giallo giapponese.


Un gruppo di studenti appassionati di occulto, accompagnati da due giornalisti e una sensitiva, si reca nella città di Kamakura. Lí sorge un antico maniero famoso per la sua collezione di preziosi orologi e per essere, secondo le dicerie del posto, infestato dallo spettro di una ragazza, scomparsa in circostanze mai chiarite. Durante la permanenza, i visitatori organizzano delle sedute spiritiche per evocarne il fantasma e svelare il mistero intorno alla sua morte. Ma quando iniziano a indagare, uno dei presenti viene brutalmente ucciso e i sopravvissuti si rendono conto di essere intrappolati nella dimora con un killer. Riusciranno i superstiti, interpretando il ruolo dei detective, a risolvere l'enigma della «Casa degli orologi» prima che tutti gli ospiti della villa vengano assassinati?





lunedì 20 luglio 2026

L’Algoritmo del Male: L’Intelligenza Artificiale come Nuovo Catalizzatore del Crimine Organizzato e Informatico di Antonio Russo e Stefano Donno

 L’avvento delle tecnologie basate su Intelligenza Artificiale (IA) e machine learning non sta semplicemente trasformando le economie globali e l’efficienza industriale; sta ridefinendo in modo radicale il panorama della criminogenesi e delle tecniche operandi delittuose. Se storicamente l’innovazione tecnologica ha fornito nuovi strumenti alla devianza, l’IA rappresenta un salto paradigmico eccezionale: trasforma il crimine informatico da un’attività ad alta intensità di lavoro e competenze tecniche ad una vera e propria industria automatizzata, scalabile e iper-personalizzata.

Come analisti e ricercatori nel campo criminologico, osserviamo l'emergere di una dinamica in cui l'asimmetria tra minaccia e prevenzione rischia di allargarsi rapidamente.

1. La Nuova Frontiera del Phishing e dell'Ingegneria Sociale

L'ingegneria sociale si è sempre basata sulla manipolazione psicologica. Tuttavia, i limiti tradizionali dei tentativi di phishing — errori grammaticali, modelli generici, scarsa contestualizzazione linguistica — sono stati spazzati via dai Generative Pre-trained Transformers (GPT) e dai Modelli Linguistici di Grande Taglia (LLM).

[Attacco Tradizionale] --->
Email generica e sgrammaticata --->
Basso tasso di conversione (0.1%)
[Attacco Basato su IA] --->
Profilazione OSINT + LLM personalizzato --->
Alto tasso di penetrazione (>20%)

L'IA consente oggi di condurre operazioni di spear-phishing (phishing altamente mirato) su scala di massa. Attraverso il raschiamento automatico dei dati dai social network e dalle piattaforme pubbliche (OSINT), un modello di IA può analizzare la sintassi, gli interessi, la rete istituzionale o affettiva di una specifica vittima per generare comunicazioni contestualmente impeccabili. La minaccia si è evoluta in due direzioni critiche:

  • Deepfake Audio e Video: L'impiego di sintesi vocale e video deepfake ha dato origine alla modalità di truffa nota come "CEO Fraud" o vishing avanzato. Pochi secondi di audio campionato da un intervento pubblico di un dirigente consentono a un malintenzionato di clonarne la voce per disporre bonifici d'urgenza o richiedere credenziali di accesso.

  • Bypassing delle difese cognitive: Non si tratta più di riconoscere un'email sospetta, ma di contrastare vettori comunicativi che mimano perfettamente lo stile comunicativo dei propri contatti di fiducia.

2. Automazione del Furto d'Identità e Sintesi Identitaria

Il furto d'identità (identity theft) si sta evolvendo verso forme complesse di identità sintetica (synthetic identity fraud). Questa tecnica non consiste nel rubare un'identità reale nella sua interezza, ma nel combinare dati reali sottratti (come un codice fiscale) con dati fittizi creati dall'IA (visi generati tramite GAN - Generative Adversarial Networks, documenti falsificati in altissima risoluzione).

Punto di attenzione: L'uso di identità sintetiche permette la creazione di "utenti fantasma" capaci di superare i controlli KYC (Know Your Customer) degli istituti finanziari, rimanere dormienti per mesi e accumulare rating creditizi positivi, per poi contrarre ingenti finanziamenti prima di scomparire senza lasciare tracce fisiche.

L'IA velocizza e automatizza il ciclo di vita di queste identità fittizie, consentendo alle organizzazioni criminali di gestire contemporaneamente centinaia di profili finanziari "ombra".

3. Malware Autonomo e Polimorfismo Algoritmetico

Un'altra direttrice di grave preoccupazione criminologica è l'ibridazione tra codice malevolo e modelli di intelligenza artificiale.

  1. Malware Polimorfico guidato da IA: Codici malevoli capaci di riscrivere autonomamente la propria struttura logica durante la diffusione, eludendo i tradizionali sistemi di rilevamento basati su firma (Antivirus e EDR).

  2. Ransomware Intelligente: Software in grado di valutare autonomamente la rete della vittima, identificare i server con i dati a più alto valore strategico (es. dati sanitari o proprietà intellettuale) ed esfiltrarli in modo mirato prima di avviare la cifratura, massimizzando il potere estorsivo.

4. Cybercrime-as-a-Service (CCaaS) e la Democratizzazione del Crimine

La novità fondamentale risiede nell'innalzamento dell'accessibilità. Piattaforme illegali nel Dark Web offrono oggi modelli LLM specificamente modificati e privi di barriere etiche (i cosiddetti WormGPT o FraudGPT).

Questi strumenti permettono anche ad attori privi di avanzate competenze informatiche (script kiddies) di sviluppare script di exploit, generare campagne di truffa su larga scala o automatizzare la scansione di vulnerabilità nei sistemi critici. L'IA funziona da straordinario moltiplicatore di forza, livellando le competenze necessarie per condurre attacchi di livello avanzato.


Prospectiva Criminologica

La criminalità informatica mossa dall'IA non è una semplice evoluzione quantitativa del crimine cyber, ma un salto qualitativo che sfida le categorie giuridiche e le metodologie investigative tradizionali.

La risposta non può limitarsi all'adeguamento normativo, che rischia di rimanere strutturalmente in ritardo rispetto al ritmo dell'innovazione tecnologica. È indispensabile adottare un approccio di IA Difensiva (AI-driven Cyber Defense), in cui l'analisi predittiva e il rilevamento delle anomalie basato sull'IA diventino lo standard per la tutela delle infrastrutture critiche, del tessuto economico e dei diritti di riservatezza dei cittadini.





Stavros contro Golia di Sophia Mavroudis (E/O)

 Una moderna tragedia greca, in una Grecia dolente che porta, ancora ben visibili, tutte le cicatrici della crisi finanziaria e sociale che l’ha investita.

«Sophia Mavroudis ci mostra le contraddizioni del Paese attraverso un'indagine molto particolare condotta dal suo iconico commissario Stavros». - Giancarlo De Cataldo, Robinson


Il commissario Stavros Nikopolidis è un elettrone libero e disilluso, ricco di fascino e con un debole per l’ouzo e il rebetiko. Ancora segnato dalla caccia al suo avversario personale si trova a dover collaborare con i turchi per catturare un pericoloso terrorista nascosto in mezzo a un gruppo di migranti nel Mar Egeo. Dopo un tragico abbordaggio Dora, il braccio destro di Stavros, sembra mossa da un profondo rancore sia verso il terrorista sia verso Cengiz, ufficiale della Guardia costiera turca con cui devono lavorare. Da un trauma doloroso del passato si snoda un’indagine costellata di colpi di scena, e di vittime, fino a un finale a sorpresa che sarà deciso, da Stavros, durante una partita di tavli contro un nemico insospettabile






domenica 19 luglio 2026

Facce Da Città LXV^ Puntata | Con Sergio Caruso, Criminologo

 

L’Evoluzione Oltre il Codice: Come l’Intelligenza Artificiale Generativa sta Riscrivendo la Criminologia Digitale - Intervento di Antonio Russo e Stefano Donno

 La criminologia, storicamente, ha sempre dovuto inseguire l’evoluzione dei mezzi di offesa. Oggi, però, ci troviamo di fronte a uno spartiacque epistemologico. L'avvento e la democratizzazione dei sistemi di Intelligenza Artificiale (IA) avanzata non hanno semplicemente fornito ai malintenzionati un nuovo "strumento"; hanno radicalmente mutato la natura stessa del crimine informatico, abbattendo le barriere d'ingresso tecniche e scalando la minaccia a livelli industriali.

Se un tempo il cybercrime richiedeva competenze di programmazione sofisticate o l'acquisto di exploit complessi nel dark web, l'IA ha introdotto l'era del "Crimine come Servizio" (Crime-as-a-Service) automatizzato. Dal punto di vista criminologico, stiamo assistendo alla transizione da una criminalità d'élite a una criminalità diffusa, iper-personalizzata e predittiva.

1. L'Ingegneria Sociale 2.0: Il Tramonto del Phishing "Ortografico"

Uno dei segnali più evidenti di questa evoluzione riguarda il phishing e le truffe basate sull'ingegneria sociale. Fino a pochi anni fa, i tentativi di truffa via email erano facilmente riconoscibili: sintassi claudicante, traduzioni grossolane e formattazione approssimativa. Erano esche grossolane lanciate nel mucchio.

Con i Large Language Models (LLM) avanzati, questo scenario è svanito.

  • Iper-personalizzazione (Spear Phishing su scala): Gli algoritmi possono analizzare enormi quantità di dati pubblici di un bersaglio (post sui social media, stile di scrittura, relazioni professionali) per generare messaggi perfettamente calibrati, privi di errori grammaticali e scritti con il tono esatto che la vittima si aspetta.

  • Vulnerabilità cognitiva: Il criminologo sa che il successo di una frode non dipenda dalla tecnologia in sé, ma dalla manipolazione psicologica. L'IA permette di automatizzare questa manipolazione, sfruttando bias cognitivi come l'urgenza, l'autorità o la familiarità, riducendo drasticamente il tempo di reazione e di sospetto della vittima.

2. Il Furto d'Identità Idrorepellente: L'Era dei Deepfake e della Disintermediazione Biometrica

Il salto di qualità più inquietante è rappresentato dall'architettura dei deepfake, sia audio che video. L'identità, concetto cardine della stabilità sociale e giuridica, è diventata improvvisamente malleabile.

Nel contesto delle frodi aziendali, stiamo registrando una crescita esponenziale delle truffe di tipo CEO Fraud (o BEC - Business Email Compromission). Non si tratta più solo di email contraffatte: i criminali utilizzano cloni vocali generati dall'IA in tempo reale per chiamare i dipendenti dei dipartimenti finanziari, ordinando bonifici urgenti con la voce esatta dell'amministratore delegato.

Dal punto di vista della vittima, il collasso della certezza sensoriale ("vedo e sento, quindi è vero") crea un cortocircuito emotivo. Se i sistemi biometrici di riconoscimento facciale o vocale — utilizzati ormai da gran parte degli istituti bancari — possono essere aggirati da sintesi generative avanzate, crolla il pilastro del patto di fiducia tra utente e infrastruttura digitale. Il furto d'identità non è più la sottrazione di un documento, ma la clonazione della presenza.

3. L'Automazione delle Frodi Finanziarie e il Malware Polimorfico

Oltre l'interfaccia umana, l'IA sta riscrivendo le regole del codice malevolo. Analizzando i dati di tracciamento delle minacce informatiche globali, emergono due macro-tendenze:

  • Malware Polimorfico Generativo: Utilizzando versioni modificate e prive di filtri etici dei modelli di IA (come alcune varianti scoperte nel mercato nero), i programmatori di malware possono generare codice che cambia costantemente la propria struttura interna ogni volta che infetta un nuovo dispositivo. Questo rende i tradizionali software antivirus basati su "firma" del tutto obsoleti.

  • Scalabilità del danno: L'IA consente di gestire contemporaneamente migliaia di interazioni fraudolente. Bot guidati da intelligenza artificiale conversazionale possono gestire trattative di romance scam (truffe romantiche) o di falsi investimenti finanziari con centinaia di vittime nello stesso momento, adattando le risposte in base alle reazioni emotive dell'interlocutore.

La Risposta Criminologica: Verso una Difesa Predittiva

Di fronte a questa minaccia molecolare, l'approccio reattivo del diritto e delle forze dell'ordine mostra evidenti limiti strutturali. La criminologia moderna deve promuovere un cambio di paradigma.

Non possiamo più limitarci a studiare il reato a posteriori. È necessario sviluppare un'architettura di difesa simmetrica: l'IA deve essere utilizzata per combattere l'IA. Questo significa implementare sistemi di Threat Intelligence capaci di anticipare le mutazioni del codice malevolo, algoritmi di autenticazione crittografica della realtà (come il watermarking e la tracciabilità delle fonti mediali tramite blockchain) e, soprattutto, una massiccia campagna di alfabetizzazione cognitiva per i cittadini.

La più grande vulnerabilità non risiede nelle linee di codice dei nostri computer, ma nella naturale tendenza umana a fidarsi. Nell'era dell'Intelligenza Artificiale, la consapevolezza critica è la prima, e più importante, linea di difesa.





giovedì 16 luglio 2026

L’EQUILIBRIO VERDE

 

IA e Nuove Forme di Criminalità: L’impatto dell’AI Act europeo sul processo penale italiano di Antonio Russo e Stefano Donno

 L’avvento dell’intelligenza artificiale non rappresenta soltanto una rivoluzione tecnologica, ma un vero e proprio cambio di paradigma criminologico e giuridico. Se da un lato l'IA offre strumenti inediti per la prevenzione e il contrasto del crimine, dall'altro ridefinisce la fenomenologia stessa del reato, introducendo minacce asimmetriche che sfidano le tradizionali categorie del diritto penale e della procedura penale.

In questo scenario di transizione, il Regolamento UE 2024/1689 (noto come AI Act) si pone come la prima vera architettura normativa globale volta a disciplinare lo sviluppo e l'uso dell'intelligenza artificiale. Ma qual è l’impatto concreto di questa normativa sovranazionale sul nostro processo penale? Come si conciliano le esigenze di efficienza investigativa con le garanzie costituzionali del giusto processo?

1. La tassonomia del rischio nell'azione di contrasto (Law Enforcement)

L'AI Act adotta un approccio basato sul rischio (risk-based approach), classificando i sistemi di intelligenza artificiale in quattro categorie: rischio inaccettabile, alto, limitato e minimo. Per la criminologia applicata e la magistratura, l'attenzione si concentra inevitabilmente sui sistemi classificati ad alto rischio, dove rientrano quasi tutte le applicazioni destinate alle forze di polizia e all'amministrazione della giustizia.

In particolare, l'uso dell'IA nel settore del law enforcement tocca nodi nevralgici:

  • La valutazione del rischio di recidiva: Algoritmi utilizzati per stimare la pericolosità sociale di un individuo o la probabilità che compia nuovi reati.

  • La polizia predittiva (predictive policing): Sistemi atti a mappare aree geografiche o a profilare comportamenti per prevenire la commissione di illeciti.

  • L'identificazione biometrica in tempo reale: Strumenti di riconoscimento facciale in spazi pubblici, il cui utilizzo è tendenzialmente vietato dall'AI Act, salvo tassative eccezioni legate alla sicurezza nazionale o alla prevenzione di specifiche minacce terroristiche e reati gravi.

Il legislatore europeo ha compreso che l'uso incontrollato di queste tecnologie rischia di tradursi in una strisciante violazione dei diritti fondamentali. La profilazione algoritmica, se non sottoposta a rigidi controlli di trasparenza, rischia di replicare e amplificare i pregiudizi (bias) storici dei dati di addestramento, criminalizzando preventivamente specifiche categorie sociali o aree urbane.

2. Il "Giusto Processo" alla prova dell'algoritmo: l'impatto sul dibattimento

L’innesto di evidenze generate o analizzate da sistemi di IA nel processo penale italiano solleva questioni costituzionali di prima grandezza, con particolare riferimento all’articolo 111 della Costituzione (Giusto Processo) e all’articolo 6 della CEDU (Diritto a un equo processo).

La trasparenza e la "scatola nera" (Black Box)

La struttura interna di molti modelli di IA (specialmente quelli basati su deep learning) è caratterizzata da opacità. Se la difesa non può comprendere la catena logica e matematica attraverso cui un algoritmo è giunto a formulare un output (ad esempio, l'identificazione di un sospettato o la ricostruzione di una scena del crimine tramite computer vision), viene meno il principio del contraddittorio nella formazione della prova.

Sotto questo profilo, l'AI Act impone severi obblighi di tracciabilità, documentazione tecnica e trasparenza per i sistemi ad alto rischio. Nel processo penale italiano, ciò significa che l'acquisizione della "prova scientifico-tecnologica" dovrà essere sempre accompagnata dalla verificabilità del codice e dei dataset di addestramento, garantendo alla difesa il diritto alla disclosure tecnologica e all'effettuazione di controperizie.

Il principio del Human-in-the-loop e il libero convincimento del giudice

L’AI Act stabilisce che i sistemi ad alto rischio debbano essere progettati in modo tale da consentire una supervisione umana efficace (human-in-the-loop). Nel contesto giudiziario italiano, questo principio protegge una colonna portante del nostro ordinamento: il libero convincimento del giudice.

Il giudice non può, in nessun caso, abdicare al proprio ruolo valutativo delegandolo a una macchina. L'output algoritmico deve essere considerato alla stregua di un mero indizio o elemento di prova scientifica, soggetto al vaglio critico del magistrato, il quale ha l'obbligo di motivare il percorso logico-giuridico che lo ha condotto a sposare o rigettare la conclusione dell'IA. L'intelligenza artificiale assiste la decisione, non la sostituisce.

3. Le nuove forme di criminalità e la sfida probatoria

Accanto all’uso istituzionale dell'IA, assistiamo alla nascita di nuove fenomenologie delittuose. La manipolazione della realtà tramite deepfake per scopi estorsivi o di disinformazione geopolitica, le truffe finanziarie automatizzate tramite agenti autonomi, e gli attacchi informatici coordinati da modelli linguistici avanzati richiedono una risposta investigativa tempestiva.

L'AI Act funge qui da scudo preventivo, imponendo la marcatura (watermarking) dei contenuti generati da IA e obblighi di trasparenza per i fornitori. Nel processo penale, la tracciabilità della genesi del dato digitale diventerà il terreno di scontro principale. La criminologia forense dovrà dotarsi di protocolli standardizzati per accertare l'autenticità delle prove digitali, scongiurando il rischio che prove artificiali inquinino l'accertamento della verità storica.

Verso una criminologia algoritmica ed etica

L'introduzione del Regolamento UE 2024/1689 segna il confine tra un'epoca di sperimentazione deregulation e una nuova era di legalità tecnologica. Per il processo penale italiano, la sfida non sarà rifiutare l’intelligenza artificiale – che rappresenta un alleato formidabile contro la criminalità complessa – ma costituzionalizzarne l'uso.

Criminologi, giuristi e tecnologi sono chiamati a collaborare per edificare una prassi giudiziaria in cui l'efficienza predittiva e investigativa non sacrifichi mai la dignità umana e la presunzione di innocenza. L'algoritmo deve rimanere uno strumento al servizio della giustizia, e mai il suo invisibile legislatore.








“Stalking. Storie straordinarie di un crimine ordinario”: incontro pubblico a Foggia OGGI 16 luglio

Si tiene a Foggia, oggi giovedì 16 luglio alle ore 18.00, presso l’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Sociali (DISS) dell’Università di Foggia (UNIFG), la presentazione del libro di Antonio Russo dal titolo “Stalking. Storie straordinarie di un crimine ordinario”.

L’evento rappresenta un appuntamento di forte impatto civile e culturale dedicato a un tema di grandissima attualità: la violenza persecutoria nelle sue forme tradizionali e digitali, le dinamiche relazionali che la alimentano e le conseguenze profonde che produce sulle vittime e sulle intere comunità. L’iniziativa è promossa in collaborazione con Foggia Social Club, Tempio della Pace, ACS, Lecce e l’A.P.S. Daunia in Haly.

Prevenzione, informazione e cultura del rispetto

L’evento, che gode del patrocinio dell’UNIFG, intende accendere i riflettori su un reato che può insinuarsi nella quotidianità attraverso segnali apparentemente “normali” — come il controllo, la gelosia e l’insistenza — fino a trasformarsi in una spirale di paura e isolamento. La presentazione sarà un’occasione per aprire un confronto competente e accessibile, unendo prospettive accademiche, psicologiche ed editoriali, e valorizzando il ruolo dell’informazione nel dare voce e strumenti di comprensione.

Rilevanza formativa (“Direttiva Zangrillo”) L’iniziativa è valida per la formazione del personale dell’Università di Foggia, in conformità con la Direttiva del Ministro per la Pubblica Amministrazione del 14 gennaio 2025. Un riconoscimento che sottolinea la qualità e la rilevanza formativa dell’incontro, inserendolo a pieno titolo tra le attività di aggiornamento e sensibilizzazione del personale pubblico su temi di legalità, prevenzione e cultura del rispetto.

Il programma dell’incontro

L’evento vedrà la partecipazione di diverse figure del mondo accademico, sociale ed editoriale:

  • Saluti istituzionali:
    • dott. Gino Di Pietro (Foggia Social Club)
    • prof.ssa Carmela Robustella (Direttrice DISS UNIFG)
    • prof.ssa Madia D’Onghia (UNIFG)
    • dott.ssa Ines Panessa (psicoterapeuta)
  • Moderatore:
    • dott. Alessandro Scolozzi (giornalista)
  • Interventi:
    • dott. Antonio Russo (autore del volume)
    • dott. Stefano Donno (editore – I Quaderni del Bardo)

Informazioni utili per partecipare

L’ingresso è libero e aperto al pubblico fino a capienza della sala. L’iniziativa si rivolge in particolar modo a studenti, docenti, operatori sociali e sanitari, associazioni e a tutta la cittadinanza, perché riconoscere lo stalking, parlarne correttamente e sapere come orientarsi rappresenta il primo passo concreto di prevenzione e tutela.

  • Quando: Giovedì 16 luglio 2026, ore 18.00
  • Dove: Aula Magna Dipartimento di Scienze Sociali (DISS) UNIFG, Foggia
  • Contatti e info: Cell. 327 844 6 123





mercoledì 15 luglio 2026

La Giustizia "Predittiva" tra Mito e Realtà: Algoritmi, Pregiudizi e il Futuro del Sistema Penale - Intervento di Antonio Russo e Stefano Donno

 L’ingresso dell'intelligenza artificiale (IA) nelle aule di tribunale e nei dipartimenti di polizia non è più uno scenario da cinema fantascientifico, ma una realtà consolidata. Dalla valutazione del rischio di recidiva alla pianificazione del pattugliamento urbano (predictive policing), i sistemi algoritmici vengono presentati come strumenti neutrali, capaci di eliminare l'errore umano e la parzialità cognitiva dal processo decisionale.

Tuttavia, da una prospettiva criminologica rigorosa, questa presunta neutralità scientifica nasconde insidie profonde. Il rischio reale non è solo l'errore tecnologico in sé, ma la sistematizzazione e l'amplificazione dei pregiudizi storici sotto la rassicurante etichetta dell'oggettività matematica.

Il paradosso del dato storico: l'effetto specchio

Gli algoritmi di apprendimento automatico (machine learning) non creano regole dal nulla: vengono addestrati su enormi database storici. Se questi dati riflettono disparità sociali, decisioni di polizia discriminatorie o asimmetrie sistemiche del passato, l'algoritmo non farà altro che codificare e perpetuare tali ingiustizie.

Il principio "Garbage In, Garbage Out" (GIGO): Se inseriamo nel sistema dati distorti da decenni di politiche di sicurezza sbilanciate o da pregiudizi socio-economici, l'output generato dall'intelligenza artificiale sarà inevitabilmente discriminatorio, ma rivestito di un’aura di infallibilità tecnica.

Questo fenomeno genera un pericoloso loop di feedback auto-avverante:

  1. La polizia pattuglia maggiormente i quartieri storicamente marginalizzati perché i dati mostrano un tasso di criminalità più alto.

  2. Di conseguenza, si registrano più arresti in quelle aree.

  3. I nuovi dati di arresto vengono inseriti nell'algoritmo.

  4. L'algoritmo suggerisce di pattugliare ancora di più quegli stessi quartieri, ignorando del tutto i reati "invisibili" (come quelli finanziari o dei colletti bianchi) commessi altrove.

Un confronto necessario: Bias Umano vs. Bias Algoritmico

Per comprendere la portata della sfida, è utile mappare le differenze strutturali tra le distorsioni del giudizio umano e quelle prodotte dai sistemi automatizzati:

DimensioneBias Umano (Giudice/Inquirente)Bias Algoritmico (Software di IA)
OriginePregiudizi cognitivi, stanchezza, fattori culturali individuali.Dati storici distorti, criteri di ottimizzazione errati.
ScalabilitàLimitata. L'errore del singolo giudice impatta solo su specifici casi.Massiva. Un singolo errore nel codice o nel dataset si applica a migliaia di casi.
RilevabilitàRelativamente alta attraverso l'appello, il dibattimento e il contraddittorio.Bassissima. I sistemi spesso operano come "scatole nere" (black box) proprietarie.
Percezione SocialeSoggetta a scetticismo e critica sociale.Accettata passivamente come verità scientifica ("sciovinismo computazionale").

La "Scatola Nera" e la crisi del Giusto Processo

Uno dei nodi più critici per la criminologia e la filosofia del diritto è la mancanza di trasparenza dei sistemi di valutazione del rischio (come il noto software statunitense COMPAS, utilizzato per stimare la probabilità di recidiva).

Molti di questi software sono protetti da segreto commerciale. Ciò significa che né gli avvocati della difesa, né i giudici, né gli stessi imputati possono esaminare il codice sorgente o comprendere quali pesi specifici l'algoritmo abbia attribuito a variabili sensibili (come lo stato sociale, il livello di istruzione dei genitori o la residenza) per giungere a un determinato punteggio di pericolosità.

Questo scenario mina alla base i pilastri del giusto processo:

  • Il diritto alla difesa: Come si può contestare un'accusa o una valutazione di pericolosità se non si conoscono i criteri logici con cui è stata formulata?

  • L'individualizzazione della pena: La criminologia moderna insegna che la pena deve essere calibrata sull'individuo e sul fatto concreto. L'algoritmo, al contrario, ragiona per correlazioni statistiche di gruppo, riducendo la persona a una mera percentuale di rischio.

Conclusioni: Verso una Criminologia Algoritmica di Frontiera

L'intelligenza artificiale non deve essere respinta a priori, ma governata con gli strumenti della criminologia critica e del diritto costituzionale. Non possiamo permettere che la tecnologia diventi un paravento dietro cui nascondere le responsabilità etiche e politiche delle decisioni penali.

Per evitare che la giustizia predittiva si trasformi in una nuova forma di discriminazione scientificamente legittimata, sono urgenti tre passaggi chiave:

  • Sottoporre gli algoritmi ad audit indipendenti: I software utilizzati nello spazio giudiziario devono essere open-source o comunque accessibili per verifiche di conformità etica e costituzionale.

  • Affermare il principio del "Human-in-the-loop": Nessuna decisione limitativa della libertà personale deve essere delegata esclusivamente a una macchina. L'IA deve rimanere un supporto consultivo, mai decisionale.

  • Aggiornare la formazione criminologica: È essenziale formare una nuova classe di giuristi e criminologi capaci di dialogare con i data scientist, decodificando la complessa interazione tra codice binario e devianza sociale.

Solo governando attivamente la transizione digitale potremo evitare che i tribunali del futuro si trasformino in freddi laboratori di calcolo statistico, dove l'uguaglianza formale di fronte alla legge viene sacrificata sull'altare dell'efficienza computazionale.





La Metamorfosi Algoritmica del Delitto: L’Intelligenza Artificiale tra Strumento Criminale e Baluardo Investigativo di Antonio Russo e Stefano Donno

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