mercoledì 16 settembre 2026

Angel down di Daniel Kraus (Ne/oN)

Libro vincitore del Premio Pulitzer 2026

Tra i 5 migliori romanzi del 2025 per il New York Times.

Angel Down trascina il lettore nel cuore della Prima guerra mondiale e intreccia un racconto corale di sopravvivenza, meraviglia soprannaturale e conflitto morale.

«Un nuovo classico, un esempio di speculative fiction ai massimi livelli. Misterioso e colmo di grazia, si snoda, schiva e muta per pagine vertiginose, intrise di sangue, sbalorditive». - The New York Times


Il soldato semplice Cyril Bagger è riuscito a sopravvivere agli indicibili orrori della Grande Guerra grazie al suo ingegno e all’inganno. Ma il suo istinto di sopravvivenza viene messo definitivamente alla prova quando lui e altri quattro soldati ricevono una missione mortale: avventurarsi nella pericolosa No Man’s Land per praticare l’eutanasia a un commilitone ferito. Ciò che trovano sul campo di battaglia devastato, però, non è un uomo bisognoso di misericordia, bensì un angelo caduto, apparentemente abbattuto dal fuoco dell’artiglieria. Questo essere celestiale potrebbe custodire la chiave per porre fine alla brutale guerra, ma solo se i soldati sapranno soffocare i propri desideri individuali e collaborare. Mentre gelosia, avidità e paranoia prendono il sopravvento, il gruppo viene lacerato dai propri demoni interiori, minacciando di trasformare l’incontro angelico in una discesa all’inferno.





Le ossa del male di Kathy Reichs (Rizzoli)

 Prima gli animali, poi gli uomini. E ora tocca a lei. Il caso più oscuro di Temperance Brennan.


In una notte di tempesta, lungo una strada isolata del North Carolina, una donna perde il controllo dell'auto e si schianta contro una quercia. Ancora stordita dall'impatto, tra i rami scorge qualcosa di agghiacciante: il cranio di un animale, avvolto in un brandello di stoffa e decorato con piume e brillantini, inchiodato al tronco come un macabro trofeo. Quando Temperance Brennan arriva sul posto, il suo sguardo attento di antropologa forense riconosce in quel cranio il tassello di un disegno più ampio. Sui tavoli del suo istituto di medicina legale a Charlotte, infatti, da settimane finiscono teschi di animali tutti esibiti con la stessa disturbante precisione. Topi, conigli, fino ad arrivare a un cane. Come se il responsabile stesse procedendo per gradi, scegliendo prede sempre più grandi, sempre più vicine all'uomo. E ben presto accade proprio ciò che Tempe temeva: le nuove vittime sono persone. Appese agli alberi e mutilate, con le teste addobbate secondo il consueto rituale grottesco, portano sulla fronte una firma misteriosa, incisa nella carne. Con l'aiuto dell'ostinato detective Erskine "Skinny" Slidell e di un veterinario forense dal passato doloroso, Tempe dovrà decifrare il messaggio nascosto in quelle messinscene prima di altre morti raccapriccianti. Ma mentre cerca di comprendere i deliri di una mente ossessionata dal controllo e dall'incutere terrore, Temperance si rende conto che l'assassino la osserva da vicino, sta studiando ogni sua mossa. E che il vero bersaglio potrebbe essere qualcuno a lei molto caro. O, forse, addirittura lei stessa





La settima vita di Jessica Fletcher di Alice Guerra (Rizzoli)

 La settima vita di Jessica Fletcher è una storia di gatti che non sono mai dove pensi che siano, di corrieri che recapitano mazzi di fiori inattesi, di un Natale conquistato con la famiglia che conta più di tutte, e di donne che imparano - di nuovo, con enorme fatica - che in certi momenti scegliere è l'unica cosa che nessuno può fare al posto loro.

«Resto ammutolita, con gli occhi fissi sullo schermo della televisione che continua a parlare di me. Vespasiana, la mia amica che insegna yoga, mi direbbe di cambiare canale e di sintonizzare i miei chakra su qualcosa che mi faccia distrarre. Quindi metto su Rete 4 e ci trovo Jessica Fletcher che sta risolvendo l'ennesimo omicidio. A questo punto è sempre più chiaro che Jessica Fletcher non è più mia amica. Che vada a farsi fottere.»


All'alba del 1° dicembre, sotto una pioggia scrosciante, Alice si ritrova - con i mutandoni color carne, il pigiama peloso e un coltello in mano - sulla scena di un crimine. E pensare che, dopo una notte di fuoco col suo bel commissario (volato subito dopo in Malesia per lavoro), era corsa fuori di casa per cercare il suo perfido gatto Camillo che sembra svanito nel nulla... Mai avrebbe pensato che sarebbe finita così, interrogata da un ispettore implacabile convinto che lei sia un'assassina: forse anche per il fatto che Alice, sbadatamente, aveva appena picchiato un agente? E quindi - agli arresti domiciliari, in piena gogna mediatica e incastrata anche in un maledettissimo club dell'uncinetto con lemaranteghe e il suo ex Piercoglione - per potersi scagionare, Alice inizierà a indagare, ma finirà per dubitare anche di se stessa. Per scoprire la verità, dovrà trovare il coraggio di entrare in un mondo fatto di rancori antichi, di paure travestite da valori, di silenzi che non sempre proteggono chi se lo merita - e capirlo dall'interno, anche quando fa più orrore





martedì 15 settembre 2026

Fine del carabiniere a cavallo. Saggi letterari (1955-1989) di Leonardo Sciascia (Adelphi)

 



















In questi saggi sparsi, gli aspetti più nascosti dello scrittore siciliano.

Nel caso di Sciascia, che rivendicava il diritto di essere «saggista nel racconto e narratore nel saggio», le etichette, si sa, funzionano male, mostrano tutti i loro limiti: saggistica e fiction, anzitutto. Ma anche all'interno di una categoria in apparenza inscalfibile come quella qui utilizzata per il sottotitolo, i conti alla fine non tornano, e il cartellino, pur necessario, appare riduttivo. Perché la sorprendente vastità delle letture di Sciascia (sono qui radunati interventi sul Furioso di Ariosto e l'Ulisse di Joyce, su E.M. Forster e Lawrence Durrell, su Ivo Andric e Calvino, su Montale e Bufalino, per non citarne che alcuni), ma soprattutto la mobilità del suo pensiero e l'incrollabile certezza che la letteratura può decifrare la realtà fanno sì che ogni saggio sia un luogo della libertà, un porto franco dell'intelligenza, una scena sulla quale si materializzano figure, temi, tempi del tutto imprevedibili e che ci portano molto lontano da dove eravamo partiti. Non stupisce allora che l'amatissimo Pirandello venga chiamato in soccorso per spiegare un fatto di cronaca – quello del folle che aveva la mania di introdursi nel siciliano Collegio del Carmelo per spiare le suore – o che un sonetto del Belli dove si menziona l'istituzione pontificia dell'impunità illumini il fenomeno del pentitismo o che, viceversa, le paure e le superstizioni legate al diffondersi dell'Aids, responsabile di una nuova caccia all'untore, evochino il ricordo di Buzzati, di Stevenson, di Bubu di Montparnasse. Ma Sciascia, non scordiamolo, è irrimediabilmente affetto da stendhalismo (come del resto un altro dei suoi autori prediletti, Savinio, che gli garantì «un senso di liberazione, una leggerezza e un leggero stordimento come di decollo»), sicché trasparenza e dilettantismo – nel senso di dilettarsi della vita – affiorano in ogni lettura e in ogni scoperta (come Maurice Nadeau, Sciascia credeva che scoprire un nuovo scrittore, o riscoprirne uno dimenticato, equivalesse a scrivere, a continuare a scrivere), e trasformano questo libro, per usare un'espressione d'autore, in un «dislargo di orizzonte»

Carabinieri per la libertà. L'Arma nella Resistenza: una storia mai raccontata di Andrea Galli (Mondadori)

 






















Una storia che coinvolse in prima linea ufficiali, ma anche brigadieri e marescialli, che lasciarono mogli e figli per imbracciare le armi e combattere.

«Non si può aderire a una Repubblica come quella di Salò, illegale dal punto di vista costituzionale e per di più alleata a uno straniero tiranno, cancellando il nostro glorioso nome di carabinieri.»

Tra il 1943 e il 1945, nell'Italia dilaniata dalla guerra civile, furono migliaia i carabinieri che si rifiutarono di aderire alla Repubblica sociale di Salò, disobbedirono agli ordini di Mussolini e svolsero un ruolo fondamentale nelle file della Resistenza. Dandosi alla macchia e unendosi alle formazioni partigiane, molto più spesso scendendo in campo al di là di pregiudiziali politiche, rispondendo solo ai valori incarnati dalla propria divisa e sempre dalla parte della popolazione civile, che nell'Arma vedeva l'ultima istituzione cui aggrapparsi in un Paese in dissoluzione. Per organizzare la guerriglia, condurre azioni di sabotaggio contro le milizie nazifasciste, impegnarsi in missioni di supporto agli Alleati servivano armi e una preparazione militare, e i carabinieri disponevano di entrambe. Ma era necessario agire anche a un secondo livello, mantenendo il ruolo di presidio del territorio e garantendo – grazie alla capacità di spionaggio e depistaggio – contatti, riferimenti, preziose imbeccate ai partigiani e agli angloamericani impegnati nella lenta risalita dell'Italia da Sud a Nord, fino alla liberazione, il 25 aprile 1945. Dopo una lunga ricerca nell'Ufficio storico e nei comandi dell'Arma, e rintracciando i pochi testimoni sopravvissuti e i famigliari, Andrea Galli ha ricostruito in queste pagine una stagione troppo spesso trascurata dalla storiografia ufficiale sulla Resistenza, raccontando episodi e vicende che videro protagonisti carabinieri chiamati a operare in segreto, osteggiati dalle SS e dai repubblichini, spesso catturati, seviziati, deportati. Una storia che coinvolse in prima linea ufficiali, ma anche brigadieri e marescialli, che lasciarono mogli e figli per imbracciare le armi e combattere. Con pochi mezzi, e con la necessità di reagire a questa mancanza con il coraggio e la tenacia. Non per la gloria, ma in nome della libertà del proprio Paese.

Carabinieri per la democrazia. Storie dei caduti dell'Arma nella lotta al terrorismo (Mondadori)

 
























«A volte mi chiedo per cosa è morto mio padre. I brigatisti hanno sparato a una divisa, ignorando che c'era dentro. È questa la disumanità, ma quel che fa più male è l'oblio.» - Giovanni Casu

«Molti anni dovranno ancora trascorrere, prima che si possa considerare chiusa definitivamente la lunga stagione del terrorismo italiano» scrive Paolo Mieli nella prefazione a questo volume. Una stagione cruenta, gli «anni di piombo», durante la quale l'Arma dei carabinieri ha pagato un tributo di sangue altissimo. Sotto i proiettili dei terroristi di destra e di sinistra, che miravano a sovvertire a colpi di mitra quello Stato che da sempre gli uomini con gli alamari rappresentano, sono caduti in trentasei: investigatori di esperienza, scelti per la loro azione efficace e coraggiosa, e semplici carabinieri colpiti a caso, per il solo fatto di indossare un'uniforme, tutte vittime sacrificali della violenza cieca, senza pietà né appello, che tra la fine degli anni Settanta e l'inizio degli anni Ottanta ha seminato odio, avvelenando il clima sociale nel nostro Paese. In questa antologia, che raccoglie i contributi di Giovanni Bianconi, Piero Colaprico, Andrea Galli, Carlo Lucarelli, Massimo Lugli, Roberto Riccardi, Valerio Varesi, vengono ripercorse le storie di ognuno di loro, e insieme delle diverse fasi del terrorismo politico in Italia: dalle bombe ai tralicci in Alto Adige già negli anni Sessanta alla strage di Peteano nel 1972 a firma di Ordine nuovo, dalle spietate azioni di fuoco delle Brigate rosse, che arrivarono a rapire e assassinare Aldo Moro uccidendo tutti gli uomini della scorta, a quelle firmate da Prima linea e da altri gruppi della sinistra eversiva, passando per la violenza di segno opposto dei Nuclei armati rivoluzionari. Ma soprattutto viene data voce a mogli, figli, fratelli che videro un giorno le proprie famiglie spezzarsi e i propri cari - come scrive il comandante generale dell'Arma Tullio Del Sette nell'introduzione - «diventare eroi di una guerra che non avevano dichiarato».

sabato 12 settembre 2026

Todos lo Veían como el Hombre Perfecto... Hasta que Salió a la Luz su Oscuro Secreto.

 

Criminólogo REVELA: El "TATUAJE OCULTO" de Nice B cambiará TODO su expediente

 

La doble vida de Ted Bundy: cómo un asesino en serie podía parecer normal

 

Carabinieri e Alfa Romeo. Al servizio del Paese. Ediz. a colori di Danilo Moriero, Lorenzo Ardizio (Giunti Editore)

 















Uno libro fotografico che celebra il lungo e storico sodalizio – iniziato nell'immediato dopoguerra e giunto sino ai nostri giorni – fra l'Arma dei Carabinieri e l'Alfa Romeo. Il focus è costituito da una rosa ristretta di vetture che proprio nella livrea dell'Arma hanno incarnato un'epoca: “Matta” AR 51, Giulia, Alfetta, Alfa 90, 75, 156, 159, Giulietta, “Nuova” Giulia, Tonale e Stelvio, sono le protagoniste di altrettanti set fotografici allestiti sia presso il Museo Alfa Romeo di Arese sia a Roma, dove le diverse automobili sono state fotografate in alcuni degli angoli più suggestivi della Capitale. Un ulteriore servizio allestito a Vallelunga ha permesso di portare in pista l'ultima Giulia. Sottesa al tessuto fotografico c'è anche la storia del Paese e dell'Arma, scandita e ripercorsa in sei sezioni che partono dai giorni della ricostruzione, passando dai fasti del “miracolo economico”, alla difficile congiuntura degli anni Settanta e Ottanta, per poi approdare ai nuovi scenari che hanno segnato la storia del Paese al volgere del nuovo millennio

Il sangue dell'arma. Separatismo, banditismo e le stragi dei Carabinieri. Sicilia 1943-1950 di Fabrizio Carloni (Mursia)

 





















L’Arma dei Carabinieri tra il 1943 e il 1950, in Sicilia, fu impiegata in una serie di attività militari: dal tentativo di contenimento dello sbarco angloamericano (Operazione Husky) all’attività di polizia civile nel passaggio di poteri tra le autorità italiane e quelle alleate. Per il degrado determinato dalle vicende belliche, i Carabinieri si dedicarono alla lotta contro la delinquenza comune. Al nascere del banditismo, si fecero carico del gravosissimo compito di contrastare la criminalità organizzata a cui si associò, quasi contestualmente, l’insorgente separatismo. Questa è la storia delle stragi e delle vicende dei Carabinieri di Passo di Piazza (luglio 1943), Contrada Gesso (agosto 1943), Feudo Nobile (gennaio 1946), Bellolampo (agosto 1949)

Veicoli dei carabinieri. 200 anni di storia di Giuseppe Thellung, Sergio Puttini ( Giorgio Nada Editore)

 

















Nel 2014 l'Arma dei Carabinieri, uno dei fiori all'occhiello delle Forze Armate d'Italia, compie 200 anni di storia. Una storia fatta di grandi imprese in ambito civile e militare, di grandi uomini e, ovvio, di mezzi di trasporto, i più diversi, usati dalla "Benemerita" in questi primi due secoli di storia. Non era mai apparso un libro che focalizzasse proprio questo aspetto, ripercorrendo la storia dell'Arma dal cavallo all'automobile. Scritto da un autorevole conoscitore del settore quale Giuseppe Thellung di Courtelary, il volume cataloga e censisce i mezzi più diversi: dalle prime autovetture e autocarri Fiat di inizio Novecento a modelli entrati nella storia delle quattro ruote come la Fiat 500 C Coloniale, la Campagnola o l'Alfa "Matta" sino alle più moderne Alfa Romeo 75, 155 e 156, passando attraverso le indimenticabili icone quali la Giulia e l'Alfetta. Completano questo monumentale lavoro anche le diverse camionette e mezzi di sicurezza usati dall'Arma nell'arco dell'ultimo secolo. Tutto il materiale fotografico, d'epoca e moderno, è stato messo a disposizione dagli archivi dell'Arma di Roma

lunedì 7 settembre 2026

La storia come mai vi è stata raccontata. Gli eserciti segreti della Nato di Daniele Ganser (Fazi)

 



















Dal libro di Ganser emerge qual è stato il ruolo effettivo e non-ortodosso della NATO durante la guerra fredda, e al termine della lettura non possiamo non domandarci quale sia ancora oggi la sua influenza sulla politica europea e quale il suo scopo: la NATO opera negli interessi dell’Europa oppure è uno strumento della politica estera degli Stati Uniti?

«I cittadini europei, secondo gli strateghi del Pentagono, a causa della loro limitatezza di vedute, erano incapaci di percepire il pericolo vero e presente del comunismo e pertanto dovevano essere manipolati. Con l’uccisione di cittadini innocenti nelle piazze o nei supermercati per riversarne la colpa sui comunisti, gli eserciti occulti, raccordati a terroristi di destra, trasformavano di fatto i timori degli strateghi del Pentagono nelle genuine paure dei cittadini europei»

Un problema tuttora irrisolto della politica è: quanta segretezza può essere consentita al ramo esecutivo di una democrazia? Nella difesa di una nazione da presunti attacchi esterni, qual è il confine tra oculata precauzione e illegalità? La storia del secondo dopoguerra dimostra che l’intromissione della NATO e della CIA nella politica interna dei paesi europei ha condotto a corruzione, abusi e al terrorismo di Stato. In questo libro, pubblicato per la prima volta nel 2005, lo storico svizzero Daniele Ganser, attraverso un accurato studio dei documenti desecretati e degli archivi di Stato, ricostruisce il quadro di una controstoria delle democrazie occidentali e dei loro servizi segreti. Dopo la fine della seconda guerra mondiale vennero infatti allestite in tutti i paesi membri dell’Alleanza Atlantica – e addirittura in alcuni Stati neutrali – delle reti stay-behind, volte a ostacolare le forze politiche di sinistra e a contrastare un’eventuale invasione sovietica dell’Europa occidentale. Tuttavia, rappresentarono il principale strumento di destabilizzazione delle democrazie europee. L’esistenza di questi eserciti clandestini – coordinati dalla NATO, equipaggiati e addestrati dalla CIA e dall’intelligence britannica (MI-6), e controllati dai servizi segreti di ciascun paese – fu svelata da una serie di inchieste parlamentari e di indagini giornalistiche che ne portarono alla luce il peso politico-militare. Sapevate che per formare la rete stay-behind tedesca venne arruolata l’organizzazione di spionaggio diretta dal capo degli agenti segreti di Hitler, Reinhard Gehlen? Sapevate che la CIA supportò militarmente l’esercito clandestino greco (la Forza d’Incursione Ellenica) nel colpo di Stato di destra dei Colonnelli? Ed eravate a conoscenza del fatto che parti di una bomba della strage di piazza Fontana vennero collocate a casa dell’editore Giangiacomo Feltrinelli in un tentativo di depistaggio? Strategia della tensione, guerra occulta e sovranità limitata compongono la trama della vera storia, mai raccontata, dell’Italia e dell’Europa, rivelando quello che è stato definito «il segreto politico-militare più custodito e più compromettente dalla fine della seconda guerra mondiale»

Il grande orso in guerra. L'esercito russo e sovietico dal 1917 a oggi di Chris McNab (LEG Edizioni)

 




















Dal caos della guerra civile alle manovre politiche della Guerra Fredda, le forze armate russe hanno segnato non solo il futuro del Paese ma anche quello di numerosi Stati del mondo. Il libro esplora lo sviluppo e le lotte dell'esercito sovietico (e poi russo) dal 1917 ad oggi, attraverso i numerosi conflitti che l'hanno visto protagonista. Vengono approfondite con cura le diverse tappe dell'Armata Rossa, specialmente nel corso della Seconda guerra mondiale e della Guerra Fredda, ma trovano ampio spazio anche i momenti in seguito alla caduta del comunismo, quando la Russia si trovò a ridefinire priorità e sfere d'influenza. Il passaggio dal vetusto esercito post-sovietico all'attuale forza armata all'avanguardia è esplorato con cura, attraverso le controverse campagne in Cecenia (1999-2009), Georgia (2008) e Ucraina (dal 2014). La narrazione è poi arricchita da una panoramica esaustiva su equipaggiamento, uniformi, addestramento, condizioni di servizio e armamenti lungo l'ultimo secolo, anche attraverso dettagliate immagini a colori

I colonnelli della Repubblica. Esercito, eversione e democrazia in Italia 1945-1974 di Jacopo Lorenzini (Laterza)

 

















Un libro di grande attualità oggi, in un momento in cui le forze armate riprendono ad avere un peso inedito rispetto agli ultimi trent’anni.


All’indomani della seconda guerra mondiale l’esercito italiano è reduce dalla peggiore disfatta della sua storia, ma questo è solo l’ultimo dei suoi problemi. La monarchia sabauda è sul punto di scomparire, l’esperienza fascista è sepolta sotto due anni di sanguinosa guerra civile e i suoi quadri devono giurare fedeltà a una Repubblica che non conoscono e in buona parte non condividono: un deficit di cultura democratica che rischia di indebolire significativamente la giovane Repubblica Italiana. Grazie a materiale inedito, questo libro dà forma alle vicende umane, professionali e politiche degli ufficiali che vivono quella transizione e delinea due storie parallele. Da un lato quella della difficile trasformazione del corpo ufficiali italiano da istituzione monarchica, nazionalista e aderente alla concezione fascista dello stato autoritario, a corpo professionale repubblicano, atlantista e almeno in parte democratico. Dall’altro la storia delle teorie e delle pratiche di controguerriglia e controsovversione elaborate da quegli stessi ufficiali nel quadro della guerra fredda. Negli anni che precedono Piazza Fontana, proprio lo scontro tra visioni del mondo confliggenti e incompatibili mette in pericolo come mai prima la coesione dell’istituzione militare italiana, introducendo nella storia della Repubblica il fantasma del golpe

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Angel down di Daniel Kraus (Ne/oN)

Libro vincitore del Premio Pulitzer 2026 Tra i 5 migliori romanzi del 2025 per il New York Times. Angel Down trascina il lettore nel cuore ...

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